Bambini che non vogliono mangiare: cosa fare?
Bambini che non vogliono mangiare: cosa fare?
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Bambini che non vogliono mangiare: cosa fare?

Caro genitore, se ogni volta che è ora di preparare da mangiare per il tuo bambino ti disperi, forse dovresti proprio continuare a leggere questo articolo.

Oggi, infatti, parliamo di selettività: che cosa significa?

Con il termine selettività mi riferisco alla tendenza di alcuni bambini a scegliere i cibi che vogliono o non vogliono mangiare, mandando letteralmente in crisi i genitori, che non sanno davvero più cosa preparare per pranzo o per cena.

I bambini che non vogliono mangiare ciò che viene preparato loro sono davvero tanti. Spesso in consulenza privata ho aiutato genitori a risolvere quello che ormai era diventato un problema: come posso fargli mangiare le verdure? la frutta, la pasta, la carne ecc, Cosa posso preparargli?

Ogni caso, ovviamente, è diverso da un altro, per questo motivo prediligo le consulenze private, poiché mi offrono l’opportunità di comprendere le dinamiche e di trovare la soluzione perfetta per quella famiglia.

Ho voluto scrivere questo articolo, però, per darti comunque alcuni consigli che ti possono essere d’aiuto.

Iniziamo!

3 errori da non commettere con i bambini che non vogliono mangiare

Selettività

Ho deciso di racchiudere in questo piccolo paragrafo tre errori che spesso vengono commessi e che compromettono altamente la varietà di cibi che il tuo bambino mangerà senza fare i capricci. Scopriamoli ora insieme!

Servire solo cibi che conosci

Va bene, sono d’accordo sul fatto che forse è comodo preparare qualcosa che si sa già fare e utilizzare solo cibi che conosci, però questo è un errore che non puoi assolutamente commettere con tuo figlio, soprattutto se ha già iniziato a mostrare i primi segni di “selettività” a livello alimentare.

Spesso in consulenza i genitori mi raccontano preoccupati che il loro bambino potrebbe addirittura passare giorni interi senza mai assaggiare quello che gli viene offerto.

Per paura che il bimbo stia male e che non mangi, cedono e gli offrono solo i cibi che solitamente mangia o chiede, non portando mai “aria di novità” nella sua dieta.

In questo modo, purtroppo, non avrà mai la possibilità di entrare in contatto con questi cibi a lui “ostici” e continuerà a familiarizzare solo e sempre con quegli alimenti che ormai conosce.

Un “no” non è per sempre

Durante le consulenze alla domanda “ma hai riprovato a dargli quell’alimento?”, più di qualcuno mi risponde che non l’ha più fatto, perché la prima volta il bimbo si è rifiutato di mangiare.

Non bisogna pensare che il primo rifiuto diventi sistematico, anzi. Il tuo bambino, infatti, è dotato di un meccanismo di difesa verso le cose a lui sconosciute, che lo portano a rifiutarle spontaneamente, per questo motivo non dovresti demordere al primo “no”.

Gli studi anche in questo campo ci dimostrano che perseverare per almeno 10-15 tentativi (non ovviamente di seguito e consecutivi) con quel determinato alimento (magari cucinato e proposto in modi differenti) aiuta da accettare quel cibo.

Lasciarsi prendere troppo la mano

“Evviva! Finalmente ha mangiato i broccoli! Ora potrò prepararli molto più spesso di un tempo!”

ALT! Tu sarai pure su di giri, ma per il tuo bambino ora quel cibo non è ancora la cosa più buona che avesse mai potuto mangiare.

Arrivato a questo punto, l’errore più grave che tu possa commettere è aumentare subito la quantità di quell’alimento nel suo piatto. Anche fargli assaggiare subito altri alimenti nuovi è deleterio: non si deve fare come se fosse tutta “acqua passata”, come se per lui ora fosse facile dare fiducia a qualche altro cibo che non ha mai visto e sperimentato prima.

I bambini hanno bisogno di tempo, non riescono ad adattarsi così velocemente ai cambiamenti: un “passo falso” potrebbe persino far regredire i progressi fatti fino a quel momento.

Fai attenzione, mi raccomando.

Perché i bambini non vogliono mangiare le verdure?

Selettività alimentare

È da sempre risaputo che i bambini e le verdure non vanno molto d’accordo, ma perchè questo accade?

Sembra che questo comportamento di rifiuto a partire dal secondo o dal terzo anno di età sia più antico di quanto possiamo aspettarci. Questo, infatti, risale alle ormai lontane epoche in cui l’uomo andava a caccia e la donna raccoglieva i frutti della terra per sfamare la famiglia. Quest’ultima portava con se i bimbi più piccoli in fascia, mentre lasciava i più grandicelli nell’accampamento, accuditi da altre persone.

Si pensa che l’atteggiamento di repulsione verso questi alimenti sia radicato proprio qui e che sia nato di conseguenza alla lotta per la sopravvivenza. In natura, infatti, esistono molte piante che producono foglie e bacche velenose che possono portare persino alla morte.

L’atteggiamento del bambino in questa fascia d’età, quindi, è di selezione a causa di questo istinto primordiale che ancora oggi ci trasciniamo dietro, di generazione in generazione.

Non per questo, però, dobbiamo lasciare correre: frutta e verdura sono importantissime per il tuo bambino e non può farne a meno.

Ma come fare per integrarle senza troppo sforzo? Ho riassunto in questo articolo un metodo che può esserti utile.

Come mi comporto con i bambini che non vogliono mangiare?

Siamo arrivati a tirare le somme di tutto ciò che ci siamo detti fino ad ora ed è giunto finalmente il momento di parlare di comportamento corretto da mantenere come genitore.

In genere una persona, davanti ad un bambino che fa i capricci, può avere due reazioni: assecondarlo ed incentivarlo o “fargli la guerra”.

Questi comportamenti, però, sono completamente deleteri, per te, genitore, e per il tuo bambino. Esiste, però, un terzo tipo di comportamento che possiamo sfruttare a nostro vantaggio, senza peggiorare la situazione: mantenere la calma e rimanere sereni.

“Sarebbe bello, ma è difficile” mi dirai, e su una cosa ti posso dare ragione: non sempre è così facile, anzi, non perdere le staffe ti sembrerà quasi impossibile.

Quindi come si può affrontare la cosa? “Togliendo i sentimenti dal piatto“.

Ebbene sì, la tua calma e serenità viene mirata dal senso di colpa che provi nel momento in cui non dai al tuo bambino ciò che vuole. Questo ti fa stare male, così tanto che finisci per perdere le staffe ma, se cercherai di allontanare questi sentimenti, vedrai che diventerà tutto molto più semplice.

Inoltre, se non ti senti tranquillo e calmo, anche il tuo bambino non lo sarà e, di conseguenza, si agiterà molto alla vista di un cibo per lui nuovo e sconosciuto.

Non sei responsabile di quello che deve mangiare il tuo bambino e più ripeterai questa frase come un mantra più ti farà stare tranquillo.

La tua serenità è tutto per il tuo bambino, è l’ingrediente essenziale per riuscire a renderlo meno selettivo.

Concludo dandoti due consigli molto importanti:

  1. Il miglior modo per partire bene con un’alimentazione sana e varia è iniziare dallo svezzamento. Questo deve essere una fase di scoperta da vivere in serenità con il tuo bimbo. Trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno a riguardo nel mio video corso sullo Svezzamento.
  2. Per prevenire o aiutare i “mangiatori difficili”, invece, è necessario avere una buona consapevolezza alimentare. Il mio video corso “Bimbi, a Tavola!” è quindi quello che ti serve se hai bambini oltre l’anno di età.

Verdiana Ramina