È vero che la pasta fa male ai bambini?
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La pasta provoca carenze nutrizionali? Il glutine “incolla” davvero l’intestino? I bambini dovrebbero mangiare soprattutto fonti proteiche e di grassi? Insomma, la pasta fa male ai bambini?
Se ti sei posto almeno una volta queste domande è perché negli ultimi anni sui social network sono comparsi numerosi contenuti firmati da sedicenti biohacker e mamme “informate”, che mettono sotto accusa la pasta e, più in generale, le fonti alimentari di carboidrati complessi… e siccome alcuni di questi hanno raggiunto una discreta diffusione, potresti averli intercettati anche tu. Se invece non sai di cosa sto parlando, la questione è questa: alcuni sprovveduti sostengono che la pasta sia povera di nutrienti, altri che favorisca l’infiammazione o che ostacoli l’assorbimento delle sostanze nutritive. In altre parole? C’è chi dice che la pasta sia dannosa per i bambini!
Quando si parla di alimentazione, però, è importante distinguere tra opinioni, convinzioni personali e quello che è il consenso scientifico circa un argomento. Le prime e le seconde può averle chiunque si sieda intorno a un tavolo, ma saper leggere e interpretare le evidenze scientifiche e trasmetterle al meglio è una competenza non da poco e, per alcuni, un vero e proprio lavoro.
E se è un lavoro, fammi rimboccare metaforicamente le maniche: in questo articolo vedremo cosa sappiamo sugli effetti della pasta sulla salute dei bambini e, già che ci siamo, ti evidenzierò come riconoscere alcuni segnali tipici della disinformazione nutrizionale online, così che tu non cada in tranelli ben escogitati dall’esperto di turno — ovviamente finto esperto di turno!
Il glutine incolla l’intestino?
Partiamo da una delle affermazioni più curiose che si leggono online quando si suggerisce che la pasta fa male ai bambini: secondo alcuni, il glutine contenuto in pane, pasta e tanti altri alimenti sarebbe dannoso per chiunque, anche chi non ha ricevuto una diagnosi di celiachia. Non può che essere così — dicono — è il suo stesso nome a suggerirlo!
La prova di tutto questo, affermano, sta proprio nel lemma glutine, il famosissimo complesso proteico che si trova in pasta & co. La parola, infatti, ha la stessa radice etimologica di colla e, secondo i millantatori, questo è proprio indice del fatto che sia possibile applicare a una sorta di proprietà transitiva. Se glutine = colla, allora la pasta possiede la capacità di “incollare” i villi intestinali, ovvero le strutture che rivestono l’intestino e in cui si svolgono le funzioni dell’organo.
Ed è effettivamente vero che il termine glutine deriva dal latino gluten, che significa sostanza adesiva o colla. Ma questo non ci dice nulla sul comportamento del complesso proteico all’interno del nostro organismo — del resto, anche il cavalluccio marino si chiama cavallo, ma non galoppa.

L’origine di una parola non rappresenta una prova scientifica di un suo comportamento.
Cosa succede quando mangiamo la pasta?
Molto semplicemente, quando mangiamo della pasta, il nostro organismo la digerisce e la trasforma in molecole più semplici. Nei bambini che non presentano celiachia o altre specifiche condizioni diagnosticate dal medico, all’interno di una dieta sana e bilanciata, il glutine non danneggia l’intestino: non esistono prove che sostengono questa teoria.
La situazione è diversa per chi soffre di celiachia, una patologia dal coinvolgimento immunitario in cui il glutine provoca una reazione che danneggia la mucosa intestinale. Ma non possiamo estendere ciò che accade nelle persone celiache a tutta la popolazione e, soprattutto, in chi ha ricevuto una diagnosi di celiachia, il glutine non incolla i villi!
La pasta è un alimento povero di nutrienti?
Un altro messaggio molto diffuso sostiene che la pasta sia un alimento quasi privo di nutrienti e incapace di contribuire alla crescita dei bambini, ma — indovina? — anche questa affermazione non trova riscontro nelle evidenze scientifiche.
La pasta apporta principalmente carboidrati complessi, ma contiene anche:
- proteine;
- vitamine, specialmente del gruppo B;
- minerali in quantità variabili;
- energia facilmente utilizzabile dall’organismo.
A me non sembra affatto povera di nutrienti! Certo, non può essere l’unico cibo portato in tavola, ma questo vale per qualsiasi proposta.

Nessun cibo è un alimento completo, oltre al latte materno o formulato (e solo fino a 6 mesi di vita), questo significa che non sta a lui fornire da solo tutti i nutrienti necessari alla crescita.
Va da sé, che la qualità dell’alimentazione di un bambino non si valuta osservando un singolo piatto o un singolo ingrediente, ma considerando l’insieme delle abitudini alimentari.
Ma poi, ha davvero senso giudicare quel pasto esclusivamente sulla base della presenza della pasta?
Mangiare pasta provoca carenze nutrizionali?
Se la pasta non è povera di nutrienti e non è l’unico alimento portato in tavola, potrebbe “sequestrare” i principi nutritivi forniti dalle altre pietanze e quindi causare carenze nutrizionali? Questa è probabilmente una delle incognite più preoccupanti per molti genitori, ma mi sento di rassicurarti perché non è evidenziata da alcuna Linea guida né dalla pratica clinica.
Le carenze possono svilupparsi, certo, quando l’alimentazione è molto restrittiva, monotona o in presenza di condizioni mediche specifiche, ma non dipendono strettamente dal consumo di pasta.
Un bambino che segue una dieta varia e bilanciata può assumere regolarmente pasta insieme ad altri alimenti come:
- frutta;
- verdura;
- legumi;
- pesce;
- uova;
- latticini;
- carne.

La presenza della pasta non riduce automaticamente il valore nutrizionale della dieta, anzi, la tradizione di offrire un pasto completo comprensivo di primo piatto è supportata dalle raccomandazioni per una dieta sana e bilanciata, sull’esempio della Dieta mediterranea.
Certo, sarebbe meglio alternarla con gli altri cereali e pseudocereali a nostra disposizione proprio per arricchire la varietà dell’alimentazione, ma ribadisco che la presenza della pasta non inficia la qualità nutrizionale dell’alimentazione del bambino. Al contrario, eliminare interi gruppi alimentari senza una motivazione medica può rendere più difficile avere un’alimentazione che soddisfi le elevate esigenze nutrizionali di un bimbo in crescita.
I bambini dovrebbero mangiare soprattutto proteine e grassi?
Un altro messaggio che compare frequentemente online è che i bambini dovrebbero basare la propria alimentazione quasi esclusivamente su due principi nutritivi: proteine e grassi.
In realtà, la crescita richiede il contributo di tutti i macronutrienti e, a maggior ragione, i bambini hanno bisogno di carboidrati, proteine e grassi. E poi di fibre, vitamine, minerali, fitocomposti protettivi.
I carboidrati rappresentano la principale fonte di energia per l’organismo e sono essenziali per la salute. Anzi, ti dirò di più: fino a circa 2-3 anni di vita, il piatto del bambino si bilancia in modo leggermente diverso da quello dell’adulto. Ne abbiamo parlato nell’approfondimento riservato al Piatto sano: le fonti alimentari di carboidrati complessi dovrebbero occupare addirittura metà del pasto!
Per cui mi preme ribadire, soprattutto a beneficio di chi tende a demonizzare questo gruppo di alimenti, che le Linee guida nutrizionali non raccomandano di eliminarli o ridurli in assenza di specifiche indicazioni cliniche. Al contrario, come ci insegna la Piramide alimentare, i cereali e i loro derivati sono alimenti quotidiani!

Mangiare sano non vuol dire mettere in competizione carboidrati, proteine e grassi: tutti i principi nutritivi concorrono all’adeguatezza nutrizionale della dieta della famiglia, in proporzioni adatte all’età e al fabbisogno di grandi e piccini.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra tutti i nutrienti necessari alla crescita e allo sviluppo.
Un piatto di pasta può essere un pasto completo?
Molto spesso la pasta viene descritta come un semplice mucchio di zuccheri, incapace di garantire sazietà o completezza nutrizionale. Evidentemente non è così: non è un alimento completo, come abbiamo già visto, ma a fare tutta la differenza del mondo è come viene inserita in un pasto.
Un piatto di pasta può contribuire a costruire un pranzo o una cena equilibrati se accompagnato da altre fonti nutritive. E ti dirò di più: per un bambino in svezzamento un primo piatto ben bilanciato è più che sufficiente per soddisfare i propri fabbisogni.

Sono la prima a suggerire di variare il più possibile l’alimentazione, portando in tavola un primo piatto di dimensioni più contenute accompagnato da un piccolo secondo e un contorno dedicato di minori dimensioni. Ma questa è una storia diversa che ha a che fare più con la prevenzione della selettività alimentare e con l’esposizione al più vasto ventaglio di sapori e consistenze possibili, che con il soddisfare le esigenze più strettamente nutrizionali!
Ti lascio alcuni esempi di primi piatti bilanciati:
- pasta, lenticchie e zucchine;
- pasta, ceci e radicchio;
- pasta al ragù con funghi e piselli;
- pasta con salmone e asparagi;
- pasta con ricotta e pomodoro;
- pasta con zucchine e uova.
La domanda che dovresti farti allora non è se la pasta sia un alimento completo o meno, ma piuttosto, come poter costruire un primo piatto equilibrato che comprenda anche la pasta (o il pane, il riso, la polenta, il farro, l’orzo…). Questo approccio aiuta le famiglie a ragionare sull’insieme del pasto, evitando inutili demonizzazioni.
Come riconoscere una bufala alimentare online
Siamo arrivati al punto dell’articolo in cui ti aiuto a mettere in fila le red flags che dovresti individuare per stanare chi usa l’online per raccontare delle bugie clamorose, come quella della pasta che fa male ai bambini.
Fai attenzione se il messaggio:
- demonizza un alimento comune;
- promette benefici straordinari;
- utilizza parole che sembrano scientifiche e tecniche… piuttosto inutilmente;
- propone soluzioni valide per tutti;
- genera paura nei genitori;
- va in netta contrapposizione rispetto a quello che dicono le società scientifiche che studiano ed espongono il tema da decenni;
- presenta un prodotto come unica soluzione al problema.
La nutrizione è una disciplina complessa, per quanto possa paradossalmente apparire semplice e accessibile. Le risposte assolute sono spesso le meno affidabili: diffida di chi divide gli alimenti in “buoni” e “cattivi” senza spiegazioni plausibili, e non seguire chi attribuisce proprietà miracolose a un singolo cibo.
L’obiettivo di noi genitori è offrire un’alimentazione varia, equilibrata e sostenibile che accompagni i nostri bambini nella loro crescita senza paure inutili. Per farlo al meglio, ti rimando alla mia ampia libreria di eBook dedicati all’alimentazione in famiglia: ne hai tanti tra cui scegliere, e molti sono gratuiti — con tantissime ricette a base di pasta, se te lo stai chiedendo! Da quale inizierai?
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