Fave e bambini, dallo svezzamento in poi
Tempo di lettura: 6 minuti
Parlare di fave e bambini può far emergere molte domande: non è un caso, infatti, che tradizionalmente le nonne mettano in guardia sulla possibilità di mangiare fave già dai primi assaggi perché aleggia sul nostro Paese lo spettro del favismo. E la memoria delle vecchie generazioni non fa scherzi: in intere regioni si presentava la triste sorpresa di violentissimi malori all’ingestione delle fave, per certi versi così imprevedibili da imporre una tacita regola, ovvero niente fave, soprattutto ai bambini!
Se sei un genitore alle prese con lo svezzamento probabilmente ti starai chiedendo se puoi effettivamente proporre le fave al tuo piccolo oppure se quello che si dice è vero e per scongiurare qualsiasi problema non sia il caso di evitare assolutamente questo legume per i più piccoli.
Facciamo chiarezza!
Favismo: cos’è e perché è importante conoscerlo
Il favismo è una condizione genetica che comporta un deficit di un enzima, la G6PD (glucosio-6-fosfato deidrogenasi). La G6PD è essenziale per la protezione delle cellule dai danni dovuti all’ossidazione: se esplica la sua azione in modo non soddisfacente, però, alcune sostanze altrimenti innocue – come quelle contenute nelle fave – possono provocare una crisi emolitica, ossia la distruzione improvvisa dei globuli rossi.
I sintomi di una crisi emolitica includono:
- pallore improvviso e intenso;
- ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi);
- urine scure;
- stanchezza e debolezza improvvisa.
Questa condizione è più comune nei maschi, mentre le femmine sono per lo più portatrici e, spesso, presentano sintomi più lievi perché i loro enzimi sono almeno parzialmente funzionanti.
Come sapere se il tuo bambino è fabico
Come immagini, tutto questo è davvero troppo per un bambino piccolo e altrettanto spaventoso per il genitore che assiste alla scena. La buona notizia è che in Italia il favismo viene diagnosticato precocemente grazie allo screening neonatale esteso. Tuttavia, non tutte le regioni lo includono automaticamente nei test di screening neonatali. Se non sei sicuro che tuo figlio abbia eseguito tali valutazioni, parlane con il pediatra e verifica se sia necessario un esame del sangue specifico per accertare il deficit di G6PD.
Svezzamento e fave: parliamone!
Arriviamo al dunque: le fave possono essere inserite nello svezzamento? La risposta è un sonoro: dipende! Per raccontarti la situazione ho preparato per te un video esaustivo che ti spiegherà tutto.
Questo contenuto fa parte del mio nuovo “Menù per tutta la famiglia – edizione Primavera 2025”, il mio eBook interattivo in cui ritrovare tante ricette stagionali e tutte le informazioni di cui hai bisogno per portare in tavola la sana alimentazione, fin dallo svezzamento. E, certamente, possiede anche un ricchissimo ricettario oltre che tanti contenuti inediti come le preparazioni per le colazioni e le merende e l’eBook dedicato ai Picnic di primavera. Ed è disponibile anche in un’intera edizione pensata per chi deve seguire una dieta gluten-free!
Se il tuo bambino non presenta il favismo
Se gli esami confermano che tuo figlio non presenta alcun deficit di G6PD, puoi introdurre le fave senza preoccupazioni. Sono un alimento straordinario:
- ricche di proteine vegetali;
- ottima fonte di ferro e fibre;
- contengono vitamine essenziali per la crescita.
Ricorda sempre, però, di introdurre gli alimenti nuovi con gradualità, come faresti per qualsiasi altro cibo durante lo svezzamento.
Se al bambino è stato diagnosticato il favismo
Se tuo figlio è stato diagnosticato il deficit di G6PD, la prudenza è fondamentale.
Le fave crude sono un NO assoluto! Contengono alti livelli di vicina e convicina, le sostanze responsabili della crisi emolitica. Le fave cotte, secche e surgelate? Solo sotto stretto controllo medico. Alcuni bambini con una funzionalità enzimatica parziale potrebbero tollerarne piccole quantità, ma non bisogna mai fare esperimenti senza una valutazione specialistica. Hai già proposto le fave una volta senza problemi? Non significa che non succederà nulla al prossimo assaggio! Ogni esposizione può avere esiti diversi, quindi meglio non rischiare.
Favismo e altri legumi
In passato si credeva che chi soffrisse di favismo dovesse evitare tutti i legumi, compresi piselli, fagioli, ceci, lenticchie, lupini e soia. Oggi si tende a rivedere questa raccomandazione:
- le fave restano l’unico legume da evitare assolutamente;
- gli altri legumi non possiedono le sostanze che causano le crisi emolitche per cui hanno tutti i presupposti per rivelarsi sicuri. Confrontati con la dietista pediatrica di tua fiducia prima di introdurli nella dieta e vedrai che ti rassicurerà.
Se di legumi e svezzamento ho avuto modo di parlare approfonditamente in un articolo dedicato, qui mi soffermo su due degli eBook che più ho amato scrivere: “Legumi in famiglia”, nei due volumi disponibili per portare in tavola tante idee insolite e super facili basate su questi alimenti buonissimi e super versatili.
Fave e bambini: ci sono rischi in caso di contatto?
Molti genitori mi chiedono: «Se un bambino fabico si trova vicino a delle fave fresche, corre rischi?». La risposta è no, non ci sono pericoli legati all’inalazione o al contatto con le fave. Il problema sorge solo se vengono ingerite. Quindi un bimbo fabico può tranquillamente trovarsi in un ambiente dove si coltivano, vendono o cucinano fave, può toccarle o annusarle senza alcun pericolo. Ciò che deve assolutamente evitare, invece, è l’ingestione di questo legume.
A questo aggiungo un’ulteriore considerazione: le fave di oggi sono alimenti selezionati. Le moderne varietà sono state scelte per ridurre i livelli di composti che scatenano la crisi di favismo… ma questo non significa che siano sicure per chi ha ricevuto una diagnosi. Anche minime quantità possono scatenare una crisi, quindi, per chi manifesta il deficit di G6PD la regola rimane evitarne completamente il consumo.
Ricapitoliamo, allora: se il tuo bambino non ha ricevuto una diagnosi di favismo, le fave possono essere introdotte serenamente durante lo svezzamento. Se invece manifesta il deficit di G6PD, evita le fave e confrontati sempre con il pediatra per chiarire ogni dubbio. La cosa più importante è affrontare questa fase con consapevolezza e tranquillità. Non sei solo: informarti è il primo passo per garantire a tuo figlio un’alimentazione sicura e completa.
Ricorda: la consapevolezza è il miglior strumento per affrontare lo svezzamento con serenità! E se sei alla ricerca di tante ricette con i legumi ricorda sempre dei miei eBook “Legumi in famiglia”, che ti aiuteranno a portare tutto il buono della sana alimentazione!
Data ultima modifica:






Commenti
Nessuno ha scritto un commento per ora, vuoi essere il primo?
Lasciami un commento