Allattamento e sonno: tra falsi miti e realtà
Allattamento e sonno: tra falsi miti e realtà
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Allattamento e sonno: tra falsi miti e realtà

Quello dell’allattamento è purtroppo ancora oggi un mondo attorniato da falsi miti e credenze del passato.

Sono una Dietista e mi impegno da anni per portare supporto alle mamme che allattano, e oggi voglio farlo attraverso le parole della consulente allattamento Sofia Turra.

Cara mamma, se sei alle prese con la gestione dell’allattamento del tuo bebè, sia che abbia pochi mesi, sia che abbia superato il primo anno di vita da un po’, immagino ti sarai spesso imbattuta in consigli, affermazioni e credenze relative al rapporto tra il vostro allattamento e il sonno del tuo piccolo. Posso assicurarti che si tratta di uno dei terreni più fertili per i falsi miti del mondo materno-infantile poiché va a toccare un tasto dolente per tutti i genitori: il bisogno di dormire! Chi è genitore lo sa, l’arrivo di un bebè ribalta completamente i ritmi e gli equilibri che vigevano prima nella coppia, portando molto spesso a sperimentare la fatica psico-fisica derivante dalla privazione del sonno. Proprio per questo, ho pensato che sarebbe stato interessante scoprire insieme quali sono i falsi miti più diffusi sul rapporto sonno-allattamento, per offrire a voi genitori una chiave di lettura più informata e consapevole. Partiamo subito!

Seno “sgonfio” e irrequietezza pre-nanna: avrò perso il latte?

Questa è una domanda che spesso mi fanno le mamme e la risposta è una sola: No, il latte non se ne va dall’oggi al domani e la spiegazione a queste sensazioni risiede nelle dinamiche ormonali che possono facilitare o contrastare il processo di allattamento.

Quando si arriva a sera stanche e magari stressate dal ménage intenso di un’intera giornata trascorsa con un neonato, i livelli di adrenalina in circolo sono tendenzialmente alti. Questo ormone è un antagonista dell’ossitocina, la responsabile del riflesso di emissione del latte. Come si traduce tutto questo ai fini della poppata? Se la calata del latte risulta più lenta, il bambino dovrà faticare di più per estrarre il latte dal seno e questo potrebbe indispettirlo. Inoltre, dalle analisi del latte materno è emerso come la sera la sua composizione sia più grassa, calorica e cremosa: e anche questo aspetto non contribuisce a velocizzarne la fuoriuscita dal seno.

Al contempo, la mamma, percependo il piccolo nervoso, si agiterà a sua volta, e si verrà a creare un circolo vizioso poco gratificante per entrambi. Alcuni accorgimenti per gestire questa dinamica sono: rispettare i ritmi biologici, mantenere la calma, respirare a fondo e lentamente, prediligere posizioni di allattamento rilassanti, praticare le compressioni del seno per facilitare la calata del latte, abbassare le luci, tenere lontani schermi e distrazioni, comunicare dolcemente al bebè che la mamma è lì per lui e che tutto andrà bene e farsi aiutare dal compagno/marito in modo da delegare il più possibile le attività serali della gestione della casa o di altri figli.

Il biberon di latte artificiale prima della nanna: funziona davvero?

Vi stupirò, ma ad oggi non abbiamo evidenze scientificamente comprovate che dimostrino che alimentare un piccolo con l’alimento formulato porti ad avere sonni più lunghi e meno frammentati: anzi, è stato recentemente rilevato che non vi sono differenze nel sonno di bambini che prendono un biberon serale da quelli allattati esclusivamente al seno.

Il latte artificiale non è specie specifico, com’è invece il latte materno, e risulta quindi più difficile da digerire, richiedendo all’apparato digerente del bebè un lavoro molto più grande e faticoso. Somministrare questo biberon equivale a tentare di indurre in modo artificioso il sonno del bimbo, facendolo addormentare perché sovraccaricato dal peso della digestione. Per di più, l’utilizzo del biberon serale con questo scopo potrebbe interferire con il meccanismo di domanda e offerta che sta alla base di un buon allattamento: dopo aver bevuto un biberon di formula, infatti, i bimbi tendono a far passare più tempo prima di richiedere un altro pasto proprio perché la digestione risulta più lenta e complessa.

 

Se si addormenta al seno lo sto viziando?

Assolutamente no! Per un cucciolo addormentarsi tra le braccia amorevoli della propria mamma dopo una calda e appagante poppata è quanto di più naturale e fisiologico ci sia: non esiste per il bebè un posto più confortevole e sicuro del seno materno.

Portare avanti nel tempo questa abitudine di addormentamento al seno non ha di per sé nulla di sbagliato! Si tratta di un metodo intimo, naturale, efficace e piacevole che ogni diade mamma-bambino può impiegare in modo esclusivo per tutto il tempo che desidera oppure affiancare ad altre modalità di rilassamento che comprendano coccole, contatto e vicinanza. Ovviamente, ogni bimbo, per iniziare ad apprezzare uno o più di questi metodi di rilassamento alterativi al seno, deve essere messo nelle condizioni di sperimentarlo, il che significa che occorre fare dei tentativi e delle prove con costanza, pazienza e fiducia, rispettando i suoi tempi e le sue emozioni.

 

È vero che se tolgo il seno di notte il mio bambino non si sveglierà più?

Non è possibile prevedere come si comporterà un bebè quando la mamma decide di smettere di allattarlo durante la notte poiché vanno considerati numerosi fattori: l’età del piccolo, le strategie che i genitori stanno sperimentando per farlo addormentare, il periodo di sviluppo che sta affrontando, l’eventuale presenza di cambiamenti nelle sue routine, ecc. Tuttavia, l’esperienza di molte famiglie porta ad affermare che la maggior parte delle volte i bimbi, se sanno che non possono ciucciare durante la notte, saranno meno inclini a svegliarsi. Questo non significa passare automaticamente da 5/6 risvegli a zero, magari si potrà assistere a una riduzione per cui i genitori dovranno comunque escogitare nuovi metodi e strategie per riaddormentare il bebè. Ovviamente, la maturazione di queste competenze rappresenta un percorso con tempistiche assolutamente imprevedibili e totalmente soggettive: vanno evitate forzature e occorre lasciare al piccolo il tempo e lo spazio di cui ha bisogno per sentirsi pienamente fiducioso e sereno di vivere questa grande tappa di sviluppo.

famiglia allattamento e sonno

Ricorda sempre mamma che non sei sola! L’allattamento è un “affare di famiglia” lascia che ti aiutino tutti i componenti della tua famiglia o … chiedi aiuto tu!

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con :

Sofia Turra Educatrice perinatale, consulente AICIP “Newborn&Child”, consulente per l’allattamento e insegnante di massaggio infantile AIMI. Attualmente in formazione presso il Centro Studi Formazione Didattica di Milano per il diploma socio-sanitario di Puericultrice.

Offro consulenze di supporto all’allattamento fisiologico e alla genitorialità, conduco webinar tematici e gruppi di sostegno alle mamme, incontri pre e post partum, corsi di massaggio infantile sia in gruppo che personalizzati.

Mi trovate su:

IG: sofia.turra

Email: turrasofia@gmail.com

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